4) L’ETA’ GIOLITTIANA E IL DECOLLO INDUSTRIALE
Dopo due decenni di recessione, inizio una fase di forte ripresa economica e di sviluppo a livello mondiale; ripresa che interesso un’accelerazione della produzione, e un espansione degli scambi commerciali e dei movimenti internazionali del capitale e del lavoro.
Molteplici furono i fattori che concorsero a generare questa attivazione dell’economia, che permisero un’accrescimento della liquidita interna ed esterna, degli investimenti, dei consumi, della produzione e delle esportazioni.
Determinante fu l’introduzione di innovazioni come il motore a combustione interna, l’utilizzo produttivo dell’elettricita su larga scala e le scoperte rivoluzionarie nel campo della chimica di quegli anni.
L’Italia si caratterizzo per una crescita del PIL che per la prima volta sopravvanza quella della popolazione residente producendo un importante incremento della quantita media di beni e servizi disponibile pro-capite in Italia.
Crescita media del PIL, della popolazione e del prodotto per abitante,1896-1913
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Paese |
PIL |
POPOLAZIONE |
PIL pro capite |
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Australia Austria Belgio Canada Danimarca Francia Germania Giappone Italia Norvegia Regno Unito Stati Uniti |
3,2 2,5 2,0 4,4 3,2 1,9 3,2 2,8 2,8 2,7 1,7 4,3 |
1,9 1,0 1,0 2,4 1,2 0,2 1,4 1,2 0,7 0,9 0,8 1,9 |
2,1 1,3 1,5 2,0 2,0 2,0 1,8 1,6 2,1 1,8 0,9 2,4 |
Fonte: Elaborazioni da A.Maddison, Phases of Caitalism Development, Oxford, Oxford University P, 1982
In questa tabella sono a confronto i tassi medi di crescita del PIL e della popolazione nei paesi piu industrializzati ; si puo constatare come la crescita dell’Italia per quanto riguarda il PIL pro capite si attesta intorno al 2,1% e quindi in una posizione preminente nei paesi che hanno conosciuto una maggiore fase espansiva.
Dopo la lunga depressione del ventennio infatti l’economia italiana era riuscita grazie ad una politica protezionistica a mantenere una sufficiente stabilita economica, ma fu proprio grazie all’utilizzazione dei nuovi fattori di sviluppo che riusci ad uscire dalla fase depressiva per rilanciarsi in ambito europeo sfruttando la forte ripresa in atto.
Uno dei fattori determinanti dello sviluppo italiano fu la crescita dell’industria elettrica; con lo sfruttamento delle centrali idroelettriche alpine e prealpine ed i progressi nelle tecniche di trasporto dell’elettricita, questa forma di energia si diffuse rapidamente sia per usi industriali che civili.
Anche nel comparto manufatturiero, settori come la meccanica, la chimica e l’industria della gomma divennero trainanti per la nostra economia.
Inoltre importanti furono per lo sviluppo dell’economia italiana dei fattori strutturali quali l’incremento della produttivita in agricoltura, l’urbanizzazione e la disponibilita di nuove risorse energetiche; l’Italia approfitto della situazione di espansione economica in atto su scala mondiale anche grazie alla politica finanziaria seguita dal governo italiano in quegli anni , e all’avvento di un cospicuo numero di ottimi imprenditori nei settori all’epoca d’avanguardia.
Dopo la caduta di Crispi ( figura non certo amata da Pantaleoni che in una sua lettera lo apostrofera come “quel delinquente di un Crispi” [1]) sara alla guida dell’Italia dal 1903 al 1914 il grande statista Giolitti; questo sara l’inizio del nuovo corso liberale ; spesso il nuovo capo del governo per tenere unita la maggioranza in Parlamento si avvalse anche di metodi poco ortodossi, ma ad ogni modo seppe dare un impulso riformista all’azione del governo; cerco infatti di mantenere gli equilibri con un programma di sinistra da attuarsi con strumenti conservatori.
Ad esempio la legge tariffaria del 1887 rimarra in vigore durante tutto il periodo come per rassicurare le parti che l’avevano promossa ( gli agrari, i siderurgici e i cotonieri); allo stesso tempo cerchera di assecondare gli altri interessi emergenti sia con legislazioni ad hoc, sia con i trattati doganali stipulati in quegli anni.
Importanti furono inoltre i suoi interventi per lo sviluppo della cooperazione e dei lavori pubblici , per le opere marittime di bonifica e soprattutto per la nazionalizzazione delle ferrovie iniziata nel 1905, che costituira un “boom” in questo settore basato innanzitutto sulla ricostruzione del capitale fisso logorato e su miglioramenti tecnici.
Rilevantein questo periodo fu anche la riorganizzazione degli istituti di emissione e del sistema bancario che doveva essere letteralmente ricostruito dalle fondamenta e che doveva soprattutto ritrovare credibilita; le novita piu appariscenti erano date dalla creazione di istituti bancari quali la Banca Commerciale e il Credito Italiano , banche miste che ebbero una funzione innovatrice sul mercato italiano nel trasformare il volto della borsa e nell’agevolare l’afflusso di capitali verso l’industria.
Altri caposaldi della politica giolittiana furono le manovre di riduzione del disavanzo corrente del bilancio dello stato, la riduzione del debito pubblico e dei tassi di interesse.