Con i Principi di economia pura pubblicati nel 1889 (e rivisti e tradotti in inglese nel 1898)[1] Pantaleoni si distacca dalla dottrina classica per aderire alle dottrine utilitarie ; l’opera puo essere considerata come il tentativo di armonizzare l’economia politica classica inglese con le opere di Thunen,Hermann, Jevons ,Gossens e Jennings e con gli studi dei suoi contemporanei nell’analisi marginale quali Walras, Menger,Bohm-Bawerk,Wieser ed in parte il Marshall[2]; quindi tenta (con successo) di unificare la teoria del valore fondata sul costo di produzione con quella fondata sull’utilita.

Ed in particolare il Pantaleoni (e con lui Marshall) effettua un analisi utilitaria (sulla falsariga di Jevons), basata su un interpretazione edonistica delle azioni umane:  in particolare egli utilizza per sviluppare le sue teorie un edonismo di tipo “evoluzionista” che si puo ricollegare alle tesi di Spencer[3].

E l’ipotesi edonistica riveste un  particolare importanza nell’analisi economica di Pantaleoni dato che la troviamo in altri suoi lavori oltre che sui suoi Principi ; sul saggio comparso sul giornale degli economisti “Cenni sul concetto di massimi edonistici individuali e collettivi[4] in alcuni capitoli dell’ ”Atto economico[5], nonche in diversi articoli su riviste o giornali..

Quindi non c’e dubbio che per il Pantaleoni l’edonismo, in quanto tratto tipico della natura umana, ha nella meccanica sociale, una importanza non indifferente; a partire dai Principii e con gli scritti successivi egli mantiene l’elaborazione del suo schema senza modificarlo nella sostanza, pur inserendo integrazioni ed aggiunte.   Lo schema in questione quindi merita, per una migliore comprensione del pensiero pantaleoniano,  una piu approfondita trattazione.

      Secondo Pantaleoni l’edonismo , cioe l’ipotesi secondo la quale gli uomini nell’effettuare qualsiasi attivita sono mossi dal desiderio di conseguire il massimo risultato possibile, e un dato che costituisce una premessa : ”L’azione economica e quella che vuole un fine edonistico, cioe il raggiungimento di una soddisfazione relativamente massima”[6].

Non e necessario che questa premessa abbia una corrispondenza con la realta, poiche anche se l’edonismo psicologico non  fosse riscontrabile in concreto, i teoremi dedotti resterebbero comunque validi.

Ma il Pantaleoni osserva che l’edonismo nella meccanica sociale trova il piu delle volte attuazione, cosi come nelle attivita commerciali e industriali , nei fenomeni di scambio e di libera concorrenza.

L’interpretazione che Pantaleoni da del postulato edonistico, e che esso e effettivamente e concretamente riscontrabile in certi settori dell’azione umana mentre in altri campi possono entrare in gioco altri fattori come l’altruismo,  l’etica, la religione etc...

Comunque,in campo economico, il Pantaleoni afferma che la spinta edonistica e predominante ;  le teorie che prevedano alla base delle azioni economiche l’altruismo, sono secondo la sua opinione, infondate; difatti nessun individuo si accingerebbe a compiere lavori gravosi , pericolosi o poco decorosi per amore del prossimo.[7]

Infatti l’uomo ha anche spinte altruistiche nella sua attivita, ma compie allo stesso modo atti violenti e di frode ; e non e compito dell’economia occuparsi di tali atti : ”non sono atti economici gli atti bellici, o di violenza,siano essi individuali o siano essi di masse[...] l’economia non studia le uniformita di condotta che forse si possono riscontrare in questo genere di azioni”[8]. Per lui il campo economico e costituito per la maggior parte da atti che hanno origine dai contratti o  dai consorzi coattivi[9]. Quindi i gli atti violenti od oppressivi (che non producono direttamente ricchezza ma si limitano a redistribuirla) non rientrano nello studio dell’economista.

Egli sente comunque l’entita della spinta di  forze diverse cosicche la sola economia non e sufficiente a spiegare i diversi fenomeni che si riscontrano nella realta.

Alla base dell’edonismo c’e il concetto di “sensazione”, che puo essere piacevole o dolorosa ;gli individui, seguendo il principio edonistico, perseguono le sensazioni piacevoli rifuggendo da quelle di sofferenza.

Per il Pantaleoni cio e dovuto al fatto che il perseguimento del piacere e conforme alla conservazione dell’organismo , mentre le sensazioni opposte, sono dannose per l’organismo stesso.  E dire che l’uomo cerca costantemente l’autoconservazione o dire che cerca di massimizzare il proprio piacere e minimizzare le proprie pene, e la medesima cosa.

L’individuo e in continua competizione con gli altri individui , e la selezione naturale opera eliminando quelli non adatti biologicamente alla lotta, i piu deboli.

Assume in questo schema un certo rilievo il concetto di relativita delle sensazioni di piaceri e  delle pene :  secondo l’economista marchigiano non esistono in linea di principio sensazioni oggettivamente penose o piacevoli :  la percezione delle cose attraverso i sensi ci da delle impressioni, che variano a seconda della struttura e dello stato del nostro organismo che si conforma all’ambiente in cui vive : quindi il Pantaleoni deduce che l’eta, la salute, l’ambiente in cui i vari individui vivono, la razza a cui appartengono, fanno risentire una medesima situazione (positiva o negativa) in modo differente ed in diversa misura.

Il postulato edonistico ha quindi per il Pantaleoni da un lato un contenuto materiale fornito dal perseguimento della conservazione dell’organismo, e dall’altro dai ragionamenti e dai comportamenti che oggettivamente sono riscontrabili nelle azioni economiche: cosicche non sono considerate azioni economicamente rilevanti  e non sono quindi considerate nell’analisi, le azioni che non riconoscono l’individuo come “razionale” come possono essere quelle compiute da  un eremita o un masochista.

A questo punto il postulato edonistico viene ampliato dal nostro economista considerando l’edonismo di specie: infatti mentre secondo l’ipotesi dell’edonismo individuale l’uomo compie le azioni che massimizzano le sue sensazioni, senza con questo interessarsi delle conseguenze degli atti che egli compie versol’intera specie, con l’ipotesi dell’edonismo di specie nel compimento delle sue azioni l’uomo cerca di massimizzare il benessere della propria specie anche, dove necessario , sacrificando se stesso.



[1]M.Pantaleoni, “Pure Economics”, London, Macmillan,1898.

[2]A.Agnati, “ Mitchell e Pantaleoni”, in Giornale degli economisti, settembre-ottobre 1971

[3]H.Spencer, “The data of Ethics”,London, 1879

[4]M.Pantaleoni “Cenni sul concetto di massimi edonistici individuali e collettivi”, il Giornale degli economisti, 1891.

[5]M.Pantaleoni “ L’atto economico”(1913), poi in”Erotemi di economia”,Bari, Laterza,1925.

[6]M.Pantaleoni,”l’atto economico”, cit.

[7]ibidem.

[8]ibidem.

[9]ibidem