Il movimento del positivismo filosofico influenzo considerevolmente gli economisti europei ed italiani a cavallo tra l’800 e il ‘900; Pantaleoni viceversa in quel periodo puo essere considerato in parte il continuatore di una tradizione interdisciplinare ( perlopiu tipicamente italiana ) legata ai dati empirici che manteneva le distanze da un eccessiva teorizzazione e meccanicizzazione dei fenomeni economici, per interessarsi a discipline complementari all’economia quali la storia, l’antropologia o la sociologia : inoltre egli si poneva quesiti che prescindevano dalla visione del processo economico coinvolgendo le scienze sociali come il darwinismo sociale o la sociologia stessa per applicarle all’analisi economica cosicche l’analisi in questione potesse essere il piu possibile aderente alla realta effettiva.
Ed esempio lampante di come egli sia convinto a pieno dell’insufficienza dell’analisi economica di tipo teorico-matematico-macroeconomico (anche se ne ammette l’importanza per lo studio dei fenomeni economici), puo essere data dalla lettura di un passo del suo saggio sui ”Caratteri delle posizioni iniziali e influenza che esercitano sulle terminali” : ”I termini della lotta del mondo economico sono assai piu complessi di quel che nol siano in una corsa di cavalli, anche quando questa ad arte si complica con ogni genere di ipotesi[...] Gli elementi costituenti una posizione iniziale sono assai numerosi, hanno pesi diversi sono correlati tra di loro, sono ignoti a noi in parte probabilmente grande, sono ad ogni modo quasi tutti sottratti alla nostra azione e le posizioni terminali, o le mete, si spostano continuamente secondo leggi non ancora accertate”[1] ; e ancora nei suoi Erotemi sulla Definizione di economia “ non esiste nella realta un capitalista che sia soltanto questo, un lavoratore che sia soltanto venditore di servizi personali; non esiste concorrenza perfetta, ma non esiste nemmeno monopolio perfetto(...); esistono soltanto tendenze in questo senso , tendenze che hanno una forza variabile ed incontrano ostacoli veramente resistenti (...); esiste l’errore, esiste la consuetudine; esiste il costume; esistono infiniti atti riflessi pertinenti al mondo economico.Questi sono elementi di fatto contingenti”[2].
Pantaleoni non ebbe pregiudiziali verso il positivismo ed anzi spesso adopero i metodi positivistici per applicarli ai suoi studi : esempio ne e anche la sincera amicizia con Salvatore Cognetti de Martiis , uno dei piu rappresentativi esponenti della scuola positiva nell’economia, un darwinista sociale, convinto che leggi della selezione potessero applicarsi alla societa umana.
Il Cognetti era comunque allo stesso tempo sensibile alla ricerca economica applicata; egli infatti ricerco e colleziono fatti , documenti, statistiche tramite il Laboratorio di economia politica da lui fondato a Torino nel 1893.
Abbiamo testimonianza della stima del Pantaleoni per il Cognetti e per il suo lavoro in questo brano di lettera del 1889 dove esalta l’opera dell’economista pugliese : ” Caro Cognetti,la tua opera sulle forme primitive dell’evoluzione economica era un’opera eccellente e interessantissima; ma il tuo Socialismo antico e un capolavoro.E credo che con esso sei riuscito a fare un bel solco nella storia dell’economia”[3].E Pantaleoni stesso cerco di contribuire mostrando il suo interesse agli studi antropologici del Cognetti; questo avvenne dopo la pubblicazione dello scritto dello stesso Cognetti : “Formazione, struttura e vita del commercio “ con il suo “ L’origine del baratto a proposito di un nuovo studio del Cognetti”[4] .
Come scrisse il Del Vecchio “egli (il Pantaleoni) elaborava un sistema non contrario certo, ma diverso da quello esposto nei Principii e non camminava nello stesso senso nel quale si muovevano gli economisti ai quali era stato piu vicino nel punto di partenza[...]per il Pantaleoni l’economia non e parte della meccanica[...] e non e una casistica sull’utilita ...e una scienza [...]dinamica e non statica[...]empirica e libera da ogni premessa metafisica.E la teoria della selezione applicata nei rapporti sociali. Il suo oggetto non e la maggior soddisfazione degli individui e dei gruppi, ma la persistenza e gli spostamenti degli individui e dei gruppi nelle loro reciproche posizioni[...]non e una scienza matematica ne una scienza morale, ma piu tosto una scienza biologica, anche se assume forma matematica e combina i suoi risultati con quelli delle scienze morali, perche costituisce una piu complessa formulazione di quello schema biologico fondamentale che e appunto la selezione”[5].
Quindi il Pantaleoni riteneva il metodo positivista utile per studiare il mondo economico , non seguendo quindi le orme di un grande maestro (come fu per lui il Ferrara) che aborriva qualsiasi rapporto fra l’economia politica (scienza morale e psicologica) e le scienze fisico sperimentali negando che i procedimenti matematici potessero essere applicati all’economia.
[1]M.Pantaleoni, “Note sui caratteri delle posizioni iniziali e sull’influenza che le posizioni iniziali esercitano sulle terminali”, 1901
[2]M.Pantaleoni,”Erotemi di economia”, Bari,Laterza ,1925
[3]R.Faucci,(a cura di)“Carteggio Pantaleoni-Cognetti”,Annali della FondazioneL.Einaudi,1979
[4]M.Pantaleoni “L’origine del baratto a proposito di un nuovo studio del Cognetti” ,il Giornale degli economisti , maggio giugno luglio1899, gennaio-aprile 1900.
[5]G.Del Vecchio “I sistemi di economia teoretica e l’originalita scientifica di Maffeo Pantaleoni”, in Giornale degli economisti, marzo 1925
